Il nostro ruolo oggi

Secondo il rapporto Censis 2010 la società contemporanea è in crisi antropologica, sempre più e più spesso sregolata ed incentrata sull’individualismo.

Tuttavia essa è pure comunque e sempre composta da uomini e donne, capaci, proprio in quanto esseri umani, di consapevolezza di sé e quindi in ultimo di solidarietà e di empatia.

A patto che ce ne siano le condizioni, mai certe, ma per il raggiungimento ed il mantenimento delle quali i valori fondanti l’Anpi e la Costituzione Italiana sono sicuramente utili visto che, bene o male, si autoreferenziano proprio attraverso consapevolezza, solidarietà, compartecipazione.

Quanto più tali valori si diffondono attraverso collaborazioni e testimonianze, certamente non attraverso imposizioni, tanto più le condizioni di cui sopra tendono a stabilizzarsi, i valori facendo da volano a se stessi.

Va da sé che tale spirito deve passare di generazione in generazione proprio perchè ogni individuo deve acquisire consapevolezza e purtroppo ciò pare non avvenire solamente per trasmissione genetica, che pure in qualche modo esiste, si pensi per esempio al neonato che piange per empatia sentendo un altro neonato piangere nella stessa nursery, ma deve essere vissuto dal singolo individuo sulla propria pelle.

Deve poter egli stesso a sua volta arrivare ad essere consapevole di poter convivere con qualunque altro suo simile.

E non è affatto detto che ciò sempre accada.

Ma può accadere, tanto più quanto più si rafforzano i “nostri” valori positivi di generazione in generazione stabilizzando le condizioni per le quali così si vive meglio che in condizioni differenti.

Anche da qui l’importanza della memoria, della storia, della testimonianza.

Uno dei ruoli dell’Anpi io penso possa proprio essere questo : contribuire a tener vivi i nostri valori fondanti la Costituzione Repubblicana, valori di solidarietà, di empatia, di compartecipazione, di senso della giustizia, di rispetto delle regole da parte di tutti, di creazione di regole il più possibile in funzione del bene di tutti, di indignazione in tutti i casi in cui ciò tenda a non realizzarsi, contribuendo a far sì che gli individui ne siano sempre più consapevoli, siano sempre più consapevoli di se stessi; contribuendo a favorire il passaggio dei valori di generazione in generazione attraverso la memoria, la storia, le testimonianze, il lavoro comune, la tolleranza, la pazienza, il riproporre continuamente tali valori nei propri pensieri, nelle proprie parole, nelle proprie azioni.

Silvio Gabban
Consigliere Comitato Provinciale

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