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Considerazioni sintetiche di riferimento sul Documento di preparazione per il 15° Congresso

20 novembre 2010

L’ Anpi terrà il suo 15° Congresso Nazionale nel mese di Marzo 2011 a Torino. L’associazione consapevolmente ha scelto la capitale piemontese collegandosi idealmente e culturalmente al coincidente 150° anniversario dell’unità della nostra Patria. D’altronde la Resistenza è stata storicamente e culturalmente la prosecuzione di quel grande processo di costruzione della identità nazionale nato con le lotte e le guerre del Risorgimento e che – dopo la drammatica parentesi della dittatura fascista – ha contribuito al suo completamento. La scelta di Torino vuole anche ricordare il contributo dato dal Nord Italia e dal popolo piemontese alla lotta di Liberazione dal nazi-fascismo. E’ importante che ogni comitato provinciale, ogni sezione ed ogni iscritto o simpatizzante partecipi con impegno alla discussione congressuale con la consapevolezza di far parte essenziale ed insostituibile di un processo di definizione culturale e politica della coscienza collettiva.

LA SITUAZIONE GENERALE

La crisi economica, politica e sociale che il nostro Paese sta attraversando è parte di quella più generale che pervade l’intero pianeta in gran parte determinata da una globalizzazione contraddittoria, senza regole, dominata dalla finanza e da enormi interessi che impoveriscono i già poveri ed arricchiscono i ricchi. Guerre, terrorismo, conflitti sanguinosi perdurano e si accentuano. La mortalità, soprattutto infantile, la miseria, la fame, le malattie e l’analfabetismo non sono debellati ed allignano sempre più anche nella stessa Europa.

L’ Anpi fin dal 2008 ha denunciato la gravità della situazione internazionale e nazionale ed il forte impatto della stessa sui lavoratori, le loro famiglie, i giovani e le donne. Il lavoro si riduce, manca e si impoverisce di dignità e di diritti. Disoccupazione e precariato negano la sicurezza e la possibilità di costruire progetti di vita; nel contempo si esaltano egoismi e stili di vita che giustificano illegalità e tolleranza verso la violazione delle leggi e delle regole.

Soprattutto nel nostro Paese, continua una corruzione aggressiva e diffusa, in particolare a ridosso della politica e della pubblica amministrazione. Una illegalità sconcertante, di massa e non contrastata dalla classe dirigente, a partire dall’evasione fiscale, che danneggia l’impresa, il lavoro, l’economia, lo stato sociale e la vita civile. Evidenti ed allarmanti sono i segni del degrado etico e civile. E’ necessario che la risposta avvenga in modo unitario fra tutti i Paesi che fanno parte dell’ Unione Europea. Anche a questo fine è quindi doverosa la promozione di una positiva unità antifascista europea.

La situazione in Italia. Per responsabilità dell’ attuale governo – in primo luogo per l’impulso di politiche autoritarie e populiste – in Italia sta avanzando una vera offensiva che opera per ridisegnare la struttura stessa della nostra Repubblica parlamentare secondo un disegno volto a dar luogo a un potere governativo autoritario prevaricatore sugli altri poteri costituzionali. A fronte di questa situazione l’ Anpi rivendica la propria natura di associazione custode della vicenda storica attraverso la quale la nostra Patria ha combattuto, vinto la dittatura e contribuito al ritorno della democrazia. E’ con questa alta motivazione che, le forze antifasciste, di sinistra e di destra, trovarono la ragione di una unità che consentì il mutamento della forma istituzionale dello Stato da monarchia a repubblica e l’approvazione della Costituzione.

Oggi stiamo assistendo al manifestarsi, nello schieramento politico del Pdl, di uno scontro tra una destra che in sostanza si riconosce nelle regole e nei principi della Costituzione tentando di dar vita ad un nuovo progetto liberal-democratico e quella berlusconiana e leghista che, invece, persegue di fatto un mutamento del regime democratico. Oggi il problema che si prospetta con sempre maggiore evidenza nella realtà politica italiana, non è il contrasto dialettico tra destra e sinistra, bensì un insanabile dissidio fra chi aggredisce l’identità democratica nazionale e chi tale identità tende a rispettare ed a salvaguardare. L’Anpi non può che concordare con tutti coloro che, al di là della loro origine e collocazione politica, lavorano per la difesa delle regole, della Costituzione e della legalità. E’ questo il discrimine che ci porta a giudicare – superando schemi mentali ed ideologici del passato – comportamenti e posizioni delle forze politiche con un’ottica culturalmente diversa.

BATTAGLIE NAZIONALI DELL’ANPI.

L’unità nazionale non si tocca. L’unità è un bene irrinunciabile per il presente ed il futuro del nostro Paese. L’Anpi è contro il secessionismo leghista, ma nel contempo concorda con coloro che propongono una riforma parlamentare che riduca il numero dei deputati e preveda la istituzione di una seconda camera rappresentativa dei poteri locali.

Riforma della legge elettorale. E’ un provvedimento necessario ed indispensabile per restituire la possibilità ad ogni elettore di poter scegliere con libertà i propri rappresentanti fin dalle prossime elezioni politiche.

Per la giustizia. I tempi della giustizia sono in Italia assolutamente non degni di un paese civile, ma è altrettanto indegna la perdurante campagna condotta dall’attuale maggioranza per limitare e condizionare l’autonomia della magistratura al solo scopo di salvare il presidente del Consiglio dai propri guai giudiziari. L’Anpi dice basta alle leggi “ad personam”! La riforma della giustizia è una priorità, ma va fatta nella salvaguardia della libertà ed indipendenza della Magistratura e per assicurare il diritto alla giustizia ed alla sicurezza dei cittadini.

Contro il razzismo e la xenofobia. Ogni anno milioni di persone sono costrette a lasciare i loro paesi per non morire di fame o per le guerre o per fuggire da regimi oppressori e cercano una possibilità di vita migliore in altre nazioni. Anche in Italia l’immigrazione è diventata una grande questione da affrontare con corrette politiche di accoglienza ed integrazione e non solo con misure di ordine pubblico. Non possiamo nasconderci il fatto che la presenza sempre più massiccia di immigrati crea sconcerto e potrebbe alimentare ulteriori atteggiamenti di rifiuto se non di razzismo. L’accoglienza e la sicurezza sono fattori politici, ma soprattutto culturali e devono essere governati con adeguate misure e non provocando allarmismi ed isterie.

La questione morale. Per molti versi la questione della moralità pubblica è in Italia, ma non solo, una vera emergenza democratica. Debellare la corruzione, renderla estranea al Parlamento, ai governi nazionali e locali, alla pubblica amministrazione, alle aziende private, ai partiti ed alla politica è un’urgente necessità. Contrastare l’evasione fiscale e l’illegalità diffusa, regolare il conflitto di interessi con norme rigorose è condizione necessaria per rigenerare la vita democratica, ma anche per il rilancio di una economia sana e capace di sviluppo. Ristabilire con forza il concetto di “bene comune” è urgente ed è una battaglia civile che l’Anpi deve condurre, in unione con altri, con la consapevolezza che si tratta di una grande questione culturale.

Scuola. La scuola è ormai ridotta ad una sorta di “fabbrica” del precariato. Penalizzati sono sia gli studenti che gli insegnanti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti noi: la scuola italiana, fino a pochi anni fa additata ad esempio, ora retrocede sempre nella graduatoria rispetto alle altre nazioni. E’ necessario prendere consapevolezza che non si tratta solo della questione sindacale dei docenti, ma dello sviluppo economico ed industriale del Paese che è strettamente legato alla qualità della scuola. Il livello di istruzione dei nostri ragazzi è un fattore di crescita per l’intera società.

Lavoro. E’ agli occhi di tutti lo svilimento in atto del lavoro come diritto di ogni cittadino. I più colpiti sono i giovani condannati al precariato ed alla disoccupazione. Grave è pure il fenomeno degli incidenti e dei morti sul lavoro che evidenziano le gravi violazioni delle regole e dei contratti. Tutto ciò è in palese contrasto con la nostra Costituzione. Non possiamo non ricordare sempre e con forza che il livello di benessere conquistato nel dopoguerra è dovuto in primo luogo al lavoro ed al sacrificio dei lavoratori che hanno da sempre pagato i costi delle crisi. Oggi, più di prima, i lavoratori, dipendenti ed autonomi, sono chiamati a contribuire al destino economico del Paese, ma a tale appello deve seguire un concreto riconoscimento di diritti, di retribuzione e di dignità. Alla questione del lavoro è strettamente legata la questione della giustizia fiscale.

Informazione libera ed indipendente. Una informazione che racconti realmente e liberamente il Paese senza legacci, ostacoli, minacce è oggi quasi del tutto assente. Assistiamo ad una occupazione senza scrupoli dei mezzi di informazione da parte di un potere che ha urgenza di nascondere verità ed inadempienze al fine di perpetuarsi.

LA NOSTRA PROPOSTA

L’unità antifascista e democratica è stata protagonista vittoriosa della resistenza. Può e dev’essere così anche oggi. Tutti i democratici devono rirtrovare coraggio per promuovere una rinnovata ed ampia unità democratica. Per questo fondamentale obiettivo è l’ora di una “grande alleanza” tra l’Anpi, le organizzazioni sindacali e sociali ed il vasto campo dell’associazionismo democratico.

Avanti con la “Nuova stagione dell’Anpi”. Il bilancio è già molto positivo. Dopo la “Conferenza nazionale di organizzazione” svoltasi a Chianciano, importanti risultati sono già stati raggiunti. L’Anpi nel 2009 era presente in 81 province, oggi ci sono Comitati in tutte le 110 province italiane. Vi sono sezioni Anpi in Belgio, Inghilterra, Argentina, Repubblica Ceca e se ne stanno costruendo altre in Germania, Svizzera, Francia, Spagna.

Sta crescendo l’attenzione e l’adesione verso la nostra associazione anche in ampi settori della cultura e dell’intellettualità. Più intensa e qualificata si è fatta la nostra iniziativa politica nazionale e locale sui temi di grande rilievo e più concreti sono i rapporti e le collaborazioni con l’associazionismo democratico. E’ necessario superare ancora inerzie e resistenze residuali, dati in primo luogo da visioni ideologiche chiuse e settarie. I 150.000 iscritti sono un possibile obiettivo da raggiungere al congresso nazionale di Marzo. Per far ciò occorre qualificare la nostra presenza, in primo luogo culturalmente, con maggior forza e nel contempo, valorizzare la presenza dei partigiani ancora viventi con incontri con la popolazione e gli studenti.

Nella “Nuova stagione dell’Anpi” sono da confermare : l’autorevolezza politica e morale dell’associazione affinché essa continui ad essere punto di riferimento per tutti i democratici; l’unità, il rigore, il rispetto delle regole previste dallo statuto; l’attenzione verso l’istituzione militare ed il suo ruolo.

IL RUOLO DELL’ANPI.

Nella “Nuova stagione dell’Anpi” va ribadito che : l’Anpi non è un partito. Non si aderisce all’Anpi per una scelta di schieramento partitico, ma per i suoi valori ed i suoi principi. L’autonomia dell’Anpi – innanzitutto da ogni partito ed anche da ogni sua forma ideologica – è condizione irrinunciabile per l’unità dell’associazione che è culturalmente e politicamente pluralista, affinché possa esercitare, con efficacia, credibilità, partecipazione e consenso, la sua funzione di “coscienza critica” della democrazia e della società. Il ruolo di indipendenza ed autonomia va difeso anche da coloro che intendono svolgere una “propria” attività politica all’interno dell’Anpi.

L’Anpi ripudia la violenza e la contrasta poiché estranea al contesto democratico. Il disagio sociale e l’impotenza politica non giustificano il ricorso alla violenza!

L’Anpi rispetta, valorizza e collabora con le istituzioni della Repubblica anche quando, a seguito di elezioni, sono governate da esponenti di destra. Il ruolo di “coscienza critica” dell’Anpi deve svilupparsi con la vigilanza verso ogni organismo elettivo perché operi nel contesto previsto dalla Costituzione e dalle regole legislative. Ritenere l’Antifascismo, la Resistenza e la Costituzione patrimonio solo della sinistra è valutazione da contrastare. Si ritiene quanto sopra espresso essenziale per contrastare e vincere orientamenti sbagliati presenti anche nella nostra associazione.

STRUTTURA ORGANIZZATIVA

Con il congresso si presenta l’urgenza del rinnovo degli organismi dirigenti a tutti i livelli. Per le strutture organizzative si fa riferimento alla Conferenza di organizzazione di Chianciano e precisamente :

Presidenza onoraria. Un “Comitato nazionale d’onore” composto da alte cariche e qualificate personalità. Stessa impostazione si propone per le province.

Comitato nazionale. Aumento del numero dei componenti per una più ampia rappresentanza.

Consiglio nazionale. Si ritiene necessaria una riduzione del numero dei componenti per renderne più agevole, frequente e meno dispendiosa la convocazione. Quindi aumentarne l’efficienza.

Comitati regionali. Si sollecita la costituzione dei comitati regionali pur non stabilendone l’obbligatorietà. I comitati regionali dovranno avere funzioni di coordinamento. Si procederà a definire e regolamentare procedure e criteri per la formazione. Il comitato provinciale di Biella e quello di Vercelli-Valsesia in un recente incontro, hanno considerato positivamente la costituzione del comitato regionale piemontese e in tale ottica hanno invitato le altre province piemontesi a pronunciarsi.

Comitato provinciale e sezioni. Per quanto riguarda la struttura organizzativa del Biellese, bisognerà cogliere l’occasione del dibattito congressuale per rivedere e meglio delimitare le aree di attività delle singole sezioni. E’ necessario che ogni struttura (provinciale e sezionale) si doti di un presidente, di un segretario responsabile dell’organizzazione e di un responsabile dell’amministrazione (tesoriere). Necessaria la ridefinizione tra la zona (non prevista dallo statuto) e la sezione, in quanto le zone già ora di fatto sono ed operano come sezioni territoriali. Un necessario cambiamento anche per il comitato provinciale. Oggi il direttivo è composto da oltre 60 persone; un suo ridimensionamento a 25/30 è utile per permettere più frequenti riunioni (almeno 3/4 all’anno). Si dovrà costituire una segreteria con compiti esecutivi (9/13 persone) ed all’interno della stessa si dovranno stabilire delle precise competenze per ogni membro su singoli temi. Il Comitato provinciale, già dalle sue prime riunioni, deve predisporre un programma di iniziative e di lavoro per l’anno in corso e prevedere anche manifestazioni a più lungo termine. Tali programmi dovranno essere portati a conoscenza e posti alla discussione in tutte le sezioni.

COMUNICAZIONE

Va tenuto conto che la comunicazione è, anche per l’Anpi, di estrema importanza. Una riflessione più consapevole del tema a livello provinciale, è necessaria ed urgente. Sarebbe utile che tutte le sezioni si dotino di un computer e di un indirizzo di posta elettronica. A livello provinciale si dovrà procedere con la costituzione di un sito Anpi Biella e con esso di un notiziario costantemente aggiornato e fonte di dibattito.

TESSERAMENTO

Una buona gestione del tesseramento e dell’elenco degli iscritti è richiesta, non solo da necessità e correttezza, ma anche per assicurare un carattere trasparente e democratico. Ogni sezione deve sentirsi fortemente impegnata alla raccolta ed all’ordinamento dei dati. Essenziale la raccolta dei dati (indirizzi completi, telefono o cellulare, eventuali indirizzi email) degli iscritti e delle persone che si dichiarano simpatizzanti per la costruzione di un’ampia rubrica che permetta di creare un canale comunicativo costante. Dovremo prevedere la costruzione di sistemi più efficaci per la raccolta dei dati (moduli più ampi e completi, elenchi indirizzi computerizzati). Dal prossimo anno dovremo stabilire, oltre che la data di apertura del tesseramento, anche la data della chiusura dello stesso. (Non sei socio? Iscriviti!)

RISORSE FINANZIARIE

E’ evidente quanto l’impegno per il reperimento delle risorse finanziarie sia elemento vitale per l’associazione. Già quest’anno si è dovuto aumentare la quota della tessera e presto dovremo impegnarci anche al finanziamento delle spese congressuali. Pur nella consapevolezza delle difficoltà derivate dalla realtà economica delle famiglie, è evidente che senza risorse ogni nostro desiderio di sviluppo e di presenza dell’Anpi è messo in discussione.