Archivio per giugno 2020

SALUTO A MARIO ZUMAGLINI “FUOCO”

28 giugno 2020

Porto a Mario il saluto dell’ANPI, l’Associazione dei Partigiani di cui ha sempre fatto parte dalla fine della guerra.
Mario ha scelto di aderire alla Lotta di liberazione quando aveva appena 17 anni, con il nome di battaglia di “Fuoco” in un Distaccamento dell’ Intendenza. Il compito dei Partigiani di questi distaccamenti era quello procurare il cibo ai combattenti e farglielo avere negli alpeggi e ovunque si trovassero. Nei primi mesi della Resistenza questo accaparramento di viveri aveva
creato non pochi problemi con la popolazione, finché a metà del 1944 si crearono le Intendenze con il compito di dare una regolarità all’approvvigionamento dei rifornimenti. Questo fece migliorare notevolmente i rapporti con gli allevatori, con i contadini, con i commercianti, in quanto venivano rilasciati loro dei buoni e delle ricevute che sono poi stati tutti saldati con denaro contante dai Comandi zona.
Fuoco agiva all’interno della 2.a Brigata nelle zone collinari a noi vicine, al comando del suo distaccamento vi era “Incauto”. Andavano a prelevare le mucche nella pianura e nel Vercellese, rilasciavano il buono per il pagamento, e poi intraprendevano il lungo e pericoloso tragitto fino alle macellerie che collaboravano con i Partigiani. Da noi, la macelleria era a San Francesco, la frazione nei boschi di Pettinengo.
In una di queste spedizioni è stato catturato a Benna dai nazifascisti, e portato a Milano, da dove dopo alcune trattative è stato liberato. E’ venuto a casa col treno, il Biella- Milano, è sceso a Chiavazza e poi è venuto su. E’ ritornato nell’Intendenza, ed ha ripreso la sua attività, come prima dell’arresto.

L’aspetto che sempre sorprende noi che non abbiamo vissuto l’esperienza della Lotta di Liberazione è come quei venti mesi siano riusciti ad entrare nel profondo dell’animo di Partigiani e Staffette plasmandone gli atteggiamenti sociali e morali. La vita di Mario è stata lunga, è stata attraversata da momenti di dolore estremi, ed ha ancora subìto l’offesa della malattia che da anni lo costringeva all’immobilità.

Eppure Mario ha resistito a tutto il male, ed ha continuato a credere nei propri valori e nella propria fede politica.
Le vicende della vita a volte non ci consentono di stare vicino come vorremmo alle persone che hanno tracciato la strada della democrazia, che noi percorriamo spesso inconsapevoli di quanto sia costato realizzarla.

L’ultima volta che ho visto Mario è stato il 26 agosto del 2018, quando con altri ospiti del Soggiorno ha partecipato alla cerimonia per le case bruciate ai Giardini della Pace. Mi piace pensare che la Banda che suonava Bella ciao sia riuscita a regalargli un
momento di gioia.

Non ho avuto modo di chiederglielo, ma credo che come tanti altri combattenti come lui avesse il dubbio che tutto quello che ha fatto per riportare la Libertà in Italia sia stato inutile. Anche noi abbiamo tanti di questi dubbi, ma abbiamo anche una certezza: che se non ci fossero state persone come Mario questo paese sarebbe stato sicuramente peggiore, e senza la Costituzione che hanno scritto loro sulle montagne, nelle prigioni o sui buoni spesa saremmo in balìa di quel fascismo che anche se cambia aspetto rimane sostanzialmente lo stesso.

Per quanto ci hai dato, mentre ti salutiamo per l’ultimo tuo viaggio, ti diciamo: Grazie, Fuoco.

 

Zumaglia, 25 giugno 2020

Luciano Guala per ANPI Vallecervo e Provinciale

 

 

 

 

QUATTRO PASSI NELLA STORIA… DELLA RESISTENZA!

24 giugno 2020

Quattro passi... nella Resistenza

Fino al 17 ottobre, ogni sabato dalle 14:30 alle 17:30, saranno organizzate visite guidate lungo il percorso (3,3km) del Museo Itinerante della Resistenza.

Per partecipare è obbligatoria l’iscrizione, da effettuarsi utilizzando i seguenti contatti:
Cellulare (dopo le 19:00) / WhatsApp (anche dalla pagina Facebook) 340 9687191 – Email museoresistenzasala@gmail.com
La quota di iscrizione è di €5 (1 bottiglietta d’acqua 0,5l + 1 conf. da due Torcetti di produzione locale + Mini Guida della Resistenza biellese)
Il numero massimo di partecipanti è fissato a 10

Itinerario:

Ritrovo/Partenza (ore 14:30): via Ottavio Rivetti 5 (Casa della Resistenza)
Via Roma: pannelli 21 e 6 (La salita in montagna/La popolazione)
Via A. Lamarmora: pannelli 12 e 3 (Le baite-Marincola/Radio Libertà)
Via per Andrate: pannelli 2 e 1 (Walter Fillak/Aviolanci)
Discesa attraverso il bosco al campo di lancio
Risalita su via per Andrate e rientro in paese
Via Pietro Micca: pannelli 4 e 5 (Don Tarabolo/La Costituzione)
Via Umberto I incrocio con Via Giovanni XXIII: pannello 22 (Battaglia di Sala) e lapide “Primula”, con accenno a don Cabrio
Via Umberto I: pannelli 8 e 19 (Comando partigiano/Missione Cherokee)
Via per Zubiena: pannello 9 (Eccidio di Santhià)
Via del cimitero/Via Q. Sella: pannello 20 (nomi di battaglia)
Via del cimitero/Piazza Gramsci: pannello 11 (Eccidio piazza Martiri)
Via Garibaldi incrocio con Via Q. Sella: pannello 10 (I rastrellamenti)
Via Garibaldi: pannello 13 (L’infermeria)
Arrivo alla Casa della Resistenza previsto per le ore 17:00

Al termine dell’escursione sarà possibile procedere alla visita della Casa della Resistenza, per la quale sono state adottate specifiche misure di prevenzione anti-contagio da Covid19 sulla base delle linee guida governative: per i visitatori vige l’obbligo di indossare mascherina e guanti durante la visita e di rispettare i percorsi separati di ingresso e uscita, con un tempo massimo di permanenza nel sito di 30 minuti

 

Nespolo: “L’ANPI sostiene le manifestazioni contro la repressione turca e per il riconoscimento dello Stato palestinese”

24 giugno 2020

22 Giugno 2020

 

 

 

 

“La pioggia scrosciò violenta, scorrendo via rossa di sangue…”

7 giugno 2020

Ricordato il massacro del 4 giugno 1944 a Biella

Le parole con le quali Cesarina Bracco ci raccontò il massacro di 76 anni fa ci tornano alla mente con ancor più vigore quest’anno, mentre col il Prefetto Dr.ssa Fabrizia Triolo, il Sindaco della Città Claudio Corradino, il Presidente Provinciale dell’A.N.P.I. Avv. Gianni Chiorino e i rappresentanti delle Sezioni dell’ANPI Biellesi e di Ivrea, ricordiamo i ventuno Partigiani uccisi dai nazifascisti.

Rispettosi delle regole imposte per ridurre il contagio, non abbiamo attraversato la città con la Banda in testa, ma ci siamo ritrovati davanti al monumento, mascherinati e distanziati, con le bandiere inzuppate di pioggia, e tanta voglia di portare i nostri corpi in piazza ad accompagnare le nostre idee.

Quest’anno per la prima volta non possiamo contare sulla presenza del testimone Sergio Boraine, che da una finestrella rotonda in fondo alla piazza vide l’orrore e ce lo raccontò ancora nel 2016. E non ci sarà nemmeno il decano ultracentenario degli Alpini Silvio Biasetti, che da poco è andato avanti, come dicono i suoi commilitoni. Ancora l’anno scorso ci onorarono della loro partecipazione, che arricchì la cerimonia con una forte componente emotiva. La lista delle persone care che ci mancano è molto lunga, complice la vigliaccheria del virus che si è scagliato contro le persone più anziane e fragili.

La deposizione della corona floreale e le note del Silenzio del Maestro Massimo Folli danno il via alla cerimonia.

Dopo il saluto del Sindaco, gli interventi necessariamente stringati per le condizioni climatiche: dapprima il Presidente Chiorino che sottolinea le parole del Presidente Sergio Mattarella pronunciate in occasione della Festa della Repubblica, che indicano nell’unità la vera forza morale di questo Paese. Nell’intervento di Andrea Favario a nome della Sezione Valle Elvo e Serra l’invito a vigilare affinché le restrizioni che sono state necessarie finora non intacchino i Diritti dei cittadini.

L’impegno comune è quello di poter ritornare il prossimo anno ad una commemorazione con corteo cittadino ed accompagnamento musicale.

La breve, intensa cerimonia, si chiude, stasera dovremo far asciugare le bandiere. L’acqua che scorre verso via Pietro Micca non è più rossiccia di sangue, ma leggere i nomi e l’età di quei Partigiani giovanissimi fa ancora rabbrividire. Per questo non dimenticheremo, e non perdoneremo mai chi ha commesso quel massacro e coloro che ancora oggi li giustificano e li esaltano.

Luciano Guala

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