Venerdì 12 Aprile 2019
Ore 20:45
Sala Convegni Biverbanca, via Carso 15
Deceduto a Vigliano Biellese il 15 gennaio del 2018, Aldo Sola ha rappresentato per la comunità viglianese e per il mondo della cultura biellese un punto di riferimento di grande rilevanza: medico, partigiano, Sindaco di Vigliano Biellese dal 1975 al 1985, egli ha dedicato molta parte della sua lunga vita alla ricerca e allo studio, occupandosi intensamente di storia, di archeologia, di arte.
“Per l’intitolazione – spiega il Sindaco, Cristina Vazzoler – abbiamo pensato ad una cerimonia molto semplice, ma per noi fortemente simbolica, perché, immediatamente dopo la morte di Aldo Sola, fu naturale per tutti noi pensare di ricordare in questo modo la sua saggezza, la sua strenue difesa dei valori democratici, la sua profondità e disponibilità nei confronti del prossimo. La giunta quindi formalizzò in una delibera del febbraio 2018 l’intenzione di intitolare a lui la biblioteca, intraprendendo un iter normativo che prevede il coinvolgimento di più enti. Il 5 marzo scorso la Prefettura ha emesso il decreto autorizzatorio che abbiamo accolto con grande gioia, immediatamente comunicato ai figli Vittoria ed Edoardo, che l’hanno appreso con comprensibile emozione.
Per l’occasione, abbiamo pensato di coinvolgere in modo del tutto informale alcune persone che, con Aldo Sola, hanno condiviso l’amore per i libri, e per la nostra biblioteca. Ognuna di loro potrà offrire un proprio personale ricordo ed una testimonianza del percorso di studio comune, di confronto e arricchimento personale. Si tratta di Mario Coda, Bibliotecario-archivista del Santuario di Oropa; di Fausta Bolengo, docente e già Presidente del Consiglio di Biblioteca di Vigliano Biellese, di Miledi Bianca Battistello, bibliotecaria di Vigliano nel periodo in cui Aldo Sola fu Sindaco e furono promosse varie iniziative culturali da parte del Comune stesso. Ad introdurre gli interventi – conclude il Sindaco – saremo io stessa e Marina Coppe, Presidente del Consiglio di Biblioteca. Sarà un momento importante per la nostra biblioteca e per la nostra collettività, che è caldamente invitata a partecipare.”
1 Aprile 2019
La mozione del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia di accusa all’ANPI e all’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea del Friuli-Venezia Giulia di riduzionismo o addirittura negazionismo sul dramma delle foibe e dell’esodo, rappresenta una inaccettabile censura perché nega libertà e legittimità alla ricerca storica in base ad un pregiudizio di ordine politico e ideologico. È gravemente faziosa perché assume l’opinione degli estensori come inconfutabile verità, mentre in particolare in questa regione occorrerebbe bandire qualsiasi uso politico della storia e approfondire la conoscenza e il confronto su basi scientifiche. È un atto di irresponsabilità, perché, strumentalizzando il terribile dramma delle foibe, fomenta un clima di odio e di rivincita e riapre tensioni del passato con i Paesi confinanti, in particolare Slovenia e Croazia. Distorce e falsifica la legge che punisce “l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”. Si permette di delegittimare l’ANPI e l’Istituto regionale per la storia della Resistenza, rivelando così un intollerabile spirito di vendetta non solo verso questi istituti al servizio della Repubblica, ma specialmente verso la Resistenza. L’ANPI non si farà certo intimidire da questi grotteschi tentativi di sanzionare chi da settant’anni custodisce la memoria della Resistenza e difende la Costituzione; nello stesso tempo l’ANPI denuncia il disegno oscurantista e autoritario che sta prendendo piede nel nostro Paese e di cui questa mozione è una prova gravissima e lampante.
LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
1 aprile 2019
MERCOLEDÌ 10 APRILE
Cinema Verdi – Candelo
Ore 21:00
LIBERE, di Rossella Schillaci
Film sulle donne durante la Resistenza e il primo dopoguerra
Martedì 12 marzo 2019, alle ore 20:30, presso la Sala Consiliare “Maria Bonino”, sita nel Palazzo della Provincia di Biella in via Quintino Sella 12 (entrata da piazza Unità di Italia), il Comitato provinciale biellese A.N.P.I. e il Coordinamento Biella Antifascista presentano il libro “Casapound Italia: fascisti del terzo millennio”, del ricercatore Elia Rosati. Sarà presente l’autore.
Il 21 Febbraio ricorre il 75° anniversario della fucilazione al Cimitero di Santa Liberata a Mosso di 7 giovani partigiani da parte dei militi fascisti del 63° Battaglione M “Tagliamento”, al comando del famigerato Merico Zuccari.
Il sacrificio dei 7 patrioti, Francesco Crestani, Palmino Camerlo, Corrado Lanza, Roberto Arrigoni, Antonio Gavasso, Frank Bowes e Harry Miller, ha contribuito alla sconfitta della dittatura fascista e degli occupanti tedeschi e dato il via alla costruzione della Repubblica democratica.
Frank Bowes, neozelandese, e Harry Miller, australiano, si erano aggregati ai partigiani per continuare la battaglia contro i nazi-fascisti, dopo la fuga da un campo di prigionia della pianura biellese.
Tutti noi abbiamo un debito di riconoscenza verso i 7 partigiani e verso tutti coloro che tra il 1943 e il 1945 hanno sacrificato la loro vita per la libertà.
Per questo in collaborazione con la scuola secondaria di primo grado di Mosso il Comune organizza la commemorazione del 75° anniversario dell’eccidio.
Il programma prevede lo svolgimento di un corteo con partenza dal municipio alle ore 10 di Mercoledì 20 Febbraio, l’arrivo al monumento presso il cimitero, la commemorazione dei 7 martiri e degli eventi che portarono alla loro fucilazione, la posa di una corona d’alloro e l’esecuzione degli inni nazionali italiano, neozelandese e australiano da parte degli alunni della scuola secondaria di I grado di Mosso, guidati dal prof. Mattia Gamba.
Alla manifestazione oltre ai Sindaci, alle altre autorità civili e militari e alla cittadinanza sono stati invitati gli ambasciatori di Nuova Zelanda e Australia in Italia.
Programma:
Venerdì 8 Febbraio 2019
Serata ricca di emozioni al Museo del Territorio Biellese, dov’è stato proiettato il docufilm “Il Prezzo della Libertà. Angelo Cova, un professore antifascista”.
In apertura gli interventi del presidente del Comitato provinciale biellese dell’Anpi Gianni Chiorino, dell’assessore alla Cultura di Biella Teresa Barresi, di Angelo Penna, nipote del professor Angelo Cova, e di Piergiorgio Clerici, regista del docufilm.
Un ringraziamento va all’Assessorato alla Cultura del Comune di Biella, che ha patrocinato l’evento, consentendo di raccontare anche qui la straordinaria vicenda di Angelo Cova, luminosa figura di antifascista.
Il Comitato Provinciale Biellese dell’A.N.P.I., in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Biella, ha il piacere di presentare – nell’ambito delle iniziative commemorative del Giorno della Memoria 2019 – il film “Il Prezzo della Libertà. Angelo Cova, un professore antifascista”, realizzato dalla Casa della Resistenza di Sala Biellese per la regia di Piergiorgio Clerici.
Oppositore del fascismo fin dagli anni Venti, Angelo Cova fu a lungo osteggiato dal regime prima di trovare impiego come insegnante a Biella. Tra i primi a partecipare alla formazione del movimento partigiano biellese, fu arrestato nel dicembre 1943 e deportato nel campo di sterminio di Mauthausen-Gusen, da dove fece ritorno nell’estate del 1945 ormai irrimediabilmente debilitato nel fisico.
Il film ricostruisce i tratti salienti della vicenda umana di Angelo Cova attraverso i ricordi della figlia Vittoria (1935) – integrati da ricerche d’archivio – e la preziosa testimonianza di Giulio Jona (1931), a cui nel dicembre 1943 la famiglia Cova offrì ospitalità e aiuto per sottrarsi alla persecuzione nazista contro gli ebrei.
Appuntamento VENERDÌ 8 FEBBRAIO alle ore 21:00 presso la Sala Convegni del Museo del Territorio Biellese (Chiostro di San Sebastiano – via Quintino Sella, 54) – Ingresso libero
Info: 340 9687191 /museoresistenzasala@gmail.com
Il Coordinamento Biella Antifascista aderisce con convinzione e invita a partecipare alla manifestazione l’Italia che resiste che si terrà sabato 2 febbraio nelle piazze di tante città italiane, tra cui Biella.
Le ragioni della nostra adesione sono le stesse che ispirano tutte le nostre azioni: mobilitarci collettivamente per contrastare la disumanità imperante, ormai fattasi senso comune e principio di governo, che condanna migliaia di persone a morire nel mar Mediterraneo e vuole imporre norme e stili di vita reazionari ai vivi.
Dalla strage quotidiana di migranti in mare agli atti di violenza xenofoba e nazifascista sempre più frequenti nelle nostre città, dagli attacchi medioevali ai diritti delle donne alle norme liberticide del decreto sicurezza, le azioni compiute da questo governo e dai suoi scherani e il consenso che riscuotono tra la popolazione ci impongono di reagire pubblicamente ad ogni occasione utile.
La manifestazione di sabato è una di queste occasioni: un momento in cui ritrovarsi, fisicamente, in piazza, per scandire con forza e chiarezza che è ora di porre fine a questa barbarie.
Per l’apertura immediata dei porti, la creazione di un corridoio umanitario europeo, il ritiro delle norme patriarcali e liberticide.
sabato 2 febbraio :: dalle 15 davanti al Comune di Biella
Biella è antifascista ribelle solidale.