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1 FEBBRAIO 1945 – 1 FEBBRAIO 2020: LA BATTAGLIA DI SALA… 75 ANNI DOPO

25 gennaio 2020
Il 1° febbraio 1945 le formazioni partigiane biellesi dislocate sulla Serra furono investite da un massiccio attacco condotto da reparti nazifascisti nell’ambito dell’operazione di rastrellamento “Hochland” (Altopiano): il piano difensivo accuratamente predisposto dal comando della V Divisione Garibaldi permise ai partigiani biellesi di contenere per ore l’assalto nemico e di eludere poi la morsa avversaria con un’audace azione di ripiegamento – compiuta di notte e nella neve – verso le basi predisposte nel Canavese. 
 
Per ricordare il 75° anniversario di quell’evento, che secondo Piero Germano “Gandhi”, comandante della V Divisione Garibaldi, segnò per il partigianato biellese il passaggio “dalla adolescenza alla maturità, dalla guerriglia alla guerra di popolo”, la Casa della Resistenza di Sala Biellese presenta la mostra “1 GENNAIO 1945 – 1 GENNAIO 2020: LA BATTAGLIA DI SALA… 75 ANNI DOPO“, realizzata attraverso la consultazione di documenti d’archivio (conservati presso l’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia, l’Istituto piemontese della Resistenza di Torino, l’Istituto Gramsci di Roma, Bundesarchiv) e di fonti storiografiche e memorialistiche, e con l’ausilio di un cospicuo supporto fotografico.
 
L’inaugurazione è fissata per SABATO 1 FEBBRAIO 2020 alle ORE 15:00 presso i locali della Casa della Resistenza, in via Ottavio Rivetti 5 a Sala Biellese. DOMENICA 2 FEBBRAIO l’orario di visita sarà 9:30 – 17:30
 
La mostra resterà esposta fino a SABATO 25 APRILE, con il seguente orario di apertura al pubblico: SABATO dalle 14:30 alle 17:30
 
Info: 340 9687191 / 015 2551118 / museoresistenzasala@gmail.com
 
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GIORNO DELLA MEMORIA 2020

16 gennaio 2020
 
 

Primo Levi  ricordava che le S.S. ammonivano i prigionieri  nei Campi di sterminio in questo modo:
 
In qualunque modo questa guerra finisca, abbiamo vinto noi; 
nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza,
ma se anche qualcuno scampasse, il mondo non gli crederà.
La gente dirà che i fatti sono troppo mostruosi per  essere creduti.
 
Per A.N.P.I. e i Promotori delle celebrazioni del Giorno della Memoria 2020, che coincidono con il 75.mo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, è compito prioritario diffondere le testimonianze che i nazisti consideravano non credibili, specialmente in un periodo attraversato da venti di guerra e da rigurgiti razzisti. 
La tessera dell’A.N.P.I. 2020 porta in frontespizio un grande No al fascismo sotto cui si può leggere un brano di Bertolt BrechtQuesto mostro stava per governare il mondo! I popoli lo spensero, ma non cantiamo vittoria troppo spesso: il grembo da cui nacque è ancora fecondo. 
 
Programma:
 
1) venerdì 24 gennaio,  ore 21,00 – Villa Schneider: proiezione del video “Il prezzo della libertà” realizzato da  PierGiorgio Clerici e da Rolando Magliola sulla figura del  Prof. Angelo Cova;
 
2) sabato 25 ore 17,30 –   Ritrovo a Biella all’inizio di Via Italia presso la fontana Fons Vitae da cui partirà la fiaccolata “Biella non dimentica” ,   organizzata da 32 realtà biellesi, che giungerà entro le  ore 19,00 alla Villa Schneider;
 
3) domenica 26 e lunedì 27-  dalle ore 9,00 alle ore 18,00 all’inferriata della Villa si esporranno con un filo d’oro gli scritti pervenuti nell’ambito   dell’iniziativa  promossa e curata da Urban Kintsugi  ” Ricopiare e mandare  a memoria” . All’interno della Villa saranno   esposti  pannelli e materiali sulla Deportazione  riferita a persone Biellesi;
 
4) lunedì 27 nel pomeriggio, omaggio alla lapide posta al Vicolo del Bellone al Piazzo in prossimità dell’ex-carcere e della Sinagoga
 
Per ulteriori info: Vedere allegati – al n. di cellulare dell’ANPI: 370 3622244 – via mail ad anpi.biella@libero.it
 
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BUONE FESTE!

24 dicembre 2019

Natale2019

 

 

 

 

 

DOMENICA 22 DICEMBRE 2019: 76^ ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO DI PIAZZA SAN CASSIANO

14 dicembre 2019

Programma

Ore 10:00 Piazza San Giovanni Bosco, ritrovo dei partecipanti

Ore 10:15 Deposizione corona di alloro, Orazione ufficiale

Ore 10:45 Chiesa di San Cassiano, Santa Messa

 

LA FUCILAZIONE DI PIAZZA SAN CASSIANO

 

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DOMENICA 17 NOVEMBRE 2019 – COMMEMORAZIONE DEL 75° ANNIVERSARIO DELL’ASSASSINIO DI DON FRANCESCO CABRIO

13 novembre 2019

Programma

Ore 11:00
Celebrazione della Santa Messa presso la Chiesa parrocchiale

Ore 11:45
Deposizione corona d’alloro presso il cippo funerario (bivio tra Torrazzo e S.P.338 Biella-Ivrea)

Intervento delle Autorità e orazioni ufficiali:
Presidente del Comitato Provinciale Biellese dell’A.N.P.I. Avv. Gianni Chiorino
Vicario Generale Canonico Don Paolo Boffa Sandalina

Presenzieranno anche gli alunni della classe 5^ Scuola della Serra

“C’è un monumento nei pressi dell’incrocio tra la strada provinciale che da Zubiena conduce a Ivrea e quella che porta al paese di Torrazzo: si tratta di una costruzione semplice, costituita da un muro di blocchi di pietra delimitato da due colonne, anch’esse in pietra, al cui centro sta una lapide di granito che riporta questa incisione: “Qui cadde mitragliato / da cieco furore di mano sacrilega / don Francesco Cabrio / neo prevosto di Torrazzo / immolando le primizie del suo monastero / a conforto e salvezza dei suoi figli/ vittima di barbara guerra fratricida”.
Il monumento in questione sorge sul punto esatto in cui, il 15 novembre 1944, morì don Francesco Cabrio, parroco trentunenne di Torrazzo, dopo essere stato colpito da una raffica di mitra sparatagli alle spalle da un ufficiale fascista della divisione Littorio…”

https://www.frammentidistoriabiellese.it/resistenza-e-guerra-civile-1943-1945/don-francesco-cabrio/

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DAL FINESTRINO ROTONDO DELLO STABILE COLOR NOCCIOLA

13 novembre 2019

Per SERGIO BORAINE (1923-2019)

Sergio non è stato un Partigiano combattente, ma ha lottato contro il Fascismo nelle file delle Squadre d’Azione Patriottica, le Sap. Ricordiamo i compiti di questa Brigata con le sue parole, che ha pronunciato durante la commemorazione dei 21 Martiri in occasione del 72.mo anniversario della fucilazione del 4 giugno del 1944.

“A quell’epoca avevo 20 anni e da alcuni mesi ero stato assunto come impiegato amministrativo in una azienda tessile in Biella che produceva in massima parte panno militare per l’esercito, pertanto ero munito di una tessera lasciapassare per i posti di blocco repubblichini sparsi in più alla periferia della città, e di un documento attestante l’esonero da obblighi militari, rilasciato dal Comando tedesco insediato all’Albergo Principe in via XX Settembre. Valutando questa mia rassicurante posizione, decisi di con altri compagni di far parte delle SAP (Squadre d’Azione Patriottica) che operavano in città, consapevole dei compiti molto rischiosi. Informai i dirigenti dell’azienda ed ottenni il benestare per la mia presenza al lavoro solamente per 4 ore giornaliere. I nostri compiti erano molteplici, ad esempio: collegamento con le formazioni partigiane, tramite le staffette, circa i movimenti e i possibili rastrellamenti delle truppe fasciste e tedesche – incontri col CLN locale per disporre aiuti finanziari al movimento resistenziale – segnalazioni alla Polizia partigiana di persone sospette di spionaggio – affissioni di manifesti murali invitanti alla rivolta popolare e diffusione di volantini e giornali clandestini – trattative con l’apporto del Clero per lo scambio di prigionieri partigiani e tedeschi – interventi studiati e predisposti per l’evasione di partigiani feriti ricoverati in Ospedale con la complicità di Medici e Suore – incontri in luoghi segreti all’insaputa dell’autorità fascista con i Sindacati clandestini, le Commissioni Interne delle fabbriche e rappresentanti degli industriali con il tacito assenso della U.I.B. Unione Industriali Biellesi, allo scopo di ottenere aumenti salariali e la disponibilità delle grandi aziende a istituire spacci alimentari – raccolta fra le maestranze di offerte in denaro destinate ai partigiani per le loro necessità giornaliere e invio di quantitativi di tabacco prelevato da un Distributore clandestino in città”.

Fu in quella cerimonia che ci indicò la piccola finestra rotonda di un palazzo – dal colore nocciola chiaro – che si affaccia sul lato sud della piazza da cui vide l’esecuzione. Con una nota di sdegno nella voce ci sottolineò la responsabilità di Giorgio Almirante – torturatore e massacratore di Italiani – di cui in quel periodo si parlava per la proposta indecente del Partito Fratelli d’Italia di intitolargli una via a Roma.

Oltre ai meriti per questa sua preziosa attività clandestina nella SAP, Sergio si era dedicato all’ANPI. Per tanti anni ha tenuta aperta la sede di via Ivrea, ne era diventato il Segretario, vero punto di riferimento per tutti noi delle Sezioni in tema di gestione amministrativa e proselitismo. Alla sua costante presenza, alla sua umiltà ed alla sua tenacia, si deve gran parte del merito di avere traghettato l’ANPI provinciale dai grandi testimoni come lui della Lotta di Liberazione verso la nostra generazione definita quella dei testimoni dei testimoni. Ricordiamo in modo speciale il suo grande desiderio, trasformatori in richiesta concreta verso le Amministrazioni locali, di portare la sede del Comitato provinciale nella Villa Schneider: impresa riuscita nel gennaio dell’anno scorso, quando però le sue condizioni di salute non gli hanno permesso di partecipare all’inaugurazione.

Ancora recentemente ci ha fatto il grande dono di consegnarci diversi documenti sulla Resistenza appartenenti al fratello Fortunio, importante figura del Comitato di Liberazione Nazionale, ed infine di partecipare alla celebrazione del 4 giugno di quest’anno.

Al tempo che viviamo del travisamento della realtà, delle grida per imporre il proprio pensiero, della mancanza di rispetto per chi la pensa in modo diverso dal nostro, la figura signorile di Sergio ci appare una figura degna di essere portata ad esempio delle giovani generazioni, ed anche, e forse a soprattutto, a quelli che usano impropriamente termini come patriota, sovranità popolare, onore e dignità.

Nel darti l’addio Sergio, ti promettiamo che lavoreremo perché le parole ritornino ad avere il senso per cui sono nate. Se ci riusciremo, sarà anche grazie al valore che ad esse la tua vita e le scelte delle persone come te hanno dato. Se non ci riusciremo, continueremo a lavorare perché l’ANPI possa diventare, come desideravi tu, la casa di tutti gli antifascisti. Una casa in cui la tua presenza continuerà ad essere sentita e apprezzata.

Ciao Sergio, grazie di tutto.

Biella, 13 novembre 2019

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18 OTTOBRE 2019: CONFERENZA “I RASTRELLAMENTI TEDESCHI IN PIEMONTE 1943-1945”

14 ottobre 2019
 Vol 18 ottobre
 
Venerdì 18 ottobre 2019, alle ore 21:00 a Biella, presso la sede del Comitato Provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia a Villa Schneider (piazza Lamarmora, 6), si terrà la conferenza “I rastrellamenti tedeschi in Piemonte 1943 – 1945“.
 

Promossa dalla Casa della Resistenza di Sala con il patrocinio dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia, la conferenza conclude la serie di iniziative realizzate nell’ambito del 75° anniversario del rastrellamento in Valle Elvo e Serra  e dell’eccidio di piazza Q. Sella (28 maggio – 4 giugno 1944) e vedrà la partecipazione di Raphael Rues, ricercatore e autore di “SS-Polizei Ossola-Lago Maggiore 1943 – 1945”. Originario di Minusio (Svizzera), Rues è laureato in Storia Economica e dal 2018 ricerca, nell’ambito del suo Dottorato presso la University of Leicester, la presenza delle forze tedesche e fasciste in Piemonte, e in particolare nella regione dell’Ossola e del Lago Maggiore. Nel tempo libero collabora attivamente con la Casa della Resistenza di Fondotoce/Verbania.    

Nel volume “SS-Polizei Ossola-Lago Maggiore 1943-45” – sottotitolato “Rastrellamenti e crimini di guerra” e edito in edizione trilingue (italiano, tedesco e inglese) da Insubrica Historica (Minusio, CH) – Rues indaga sulle formazioni tedesche e fasciste che operarono nella zona dell’Alto Novarese tra il settembre 1943 e l’aprile 1945 e mette in luce aspetti in gran parte non noti, anche attraverso immagini fotografiche inedite. Il saggio è dedicato nello specifico ai reparti delle SS-Polizei (reggimenti 12, 15 e 20) che operarono nel nord-ovest del nostro Paese.
 

Tra gli elementi di nuova conoscenza emersi dalla ricerca di Rues – che saranno oggetto di approfondimento nel corso della conferenza – vi è l’individuazione dei responsabili di vari rastrellamenti e operazioni avvenute anche nel Biellese. Rues infatti indica con precisione non solo i reparti impiegati, ma anche nome e trascorsi degli ufficiali a capo delle operazioni; in particolare del tenente colonnello Ludwig Buch, responsabile del rastrellamento di Rassa nel marzo 1944 e del vasto rastrellamento – noto con il nome in codice di Hamburg – che coprì buona parte del Biellese occidentale alla fine del maggio 1944. Buch, a differenza di quanto scritto finora non si suicidò a Novara nell’aprile 1945, ma usci invece indenne da ogni responsabilità riguardante i crimini di guerra commessi dalla sua unità, ritornando incolume in Germania per poi morire nel 1968 ad Heidelberg. Altri protagonisti tedeschi della SS-Polizei nel Biellese ripresero, al termine della guerra, il proprio servizio nelle forze dell’ordine nella Polizia della Germania Federale.

L’autore sottolinea come “nessuna delle rappresaglie tedesche commesse dalla SS-Polizei in Piemonte fu penalmente perseguita”: qualche procedimento venne avviato ma tutti furono poi archiviati durante il periodo 1966-1967 dalla procura militare di Torino in quanto, si afferma nella sentenza di archiviazione, “non è possibile svolgere altre indagini per accertare l’identità degli imputati” – accertamento invece, sottolinea l’autore, ben “possibile come dimostra questo contributo”; anche il fascicolo di indagini relativo all’eccidio di 42 partigiani a Fondotoce (Verbania) confluì in quello che il giornalista Franco Giustolisi ha efficacemente definito come “armadio della vergogna” insieme ad altre 2273 “notizie di reato” commesse dalla forze militari tedesche durante l’occupazione della penisola; procedimenti di fatto secretati per decenni e solo dal 1994 rinvenuti e, dove possibile, giuridicamente riaperti.

 
Appuntamento VENERDÌ 18 OTTOBRE alle ore 21:00 presso Villa Schneider (piazza Lamarmora, 6 Biella).
 
Info: 340 9687191 / museoresistenzasala@gmail.com

DOMENICA 6 OTTOBRE 2019: CAMMINARE LA RESISTENZA

1 ottobre 2019

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DOMENICA 6 OTTOBRE 2019: CAVAGLIÀ RICORDA

30 settembre 2019

La Sezione A.N.P.I. Basso Biellese Borra-Machieraldo-Savio-Tempia, gruppo Ugo Machieraldo di Cavaglià, Vi invita
all’inaugurazione delle tre targhe dedicate ai Partigiani Ugo Machieraldo, Mario Mainelli ed Attilio Tempia.

Le targhe verranno posizionate nella rispettiva piazza, e vie, già intitolate a loro, nel Comune di Cavaglià (BI) e sono state realizzate per ricordare le storie e le biografie dei partigiani cavagliesi, morti per liberare l’Italia dal nazifascismo.

Vi aspettiamo Domenica 6 Ottobre 2019, con ritrovo dalle ore 9,00 in Via Vercellone, 1 (Ex Aquila), per la cerimonia dello scoprimento con il programma che potete vedere nella locandina allegata.

Saranno presenti le Amministrazioni Comunali di Cavaglià e dei paesi limitrofi, Claudio Maderloni (Segreteria Nazionae ANPI), Giuseppe Rasolo (Istituto per la Storia della Resistenza Biellese,Vercellese, Valsesia), associazioni d’arma e di volontariato , gli alunni delle scuole.

Dopo i saluti delle autorità, verranno ricordate le figure e le gesta dei partigiani dai relatori ANPI
Seguirà corteo, accompagnato dalla Filarmonica di Cavaglià, per lo scoprimento delle targhe.
Al termine del corteo, seguirà la S.Messa.

A seguire, pranzo presso Istituto Alberghiero di Cavaglià (prenotazione obbligatoria cell 339 1647481 Iacoviello Vitantonio)

Il progetto targhe partigiane è promosso dalla Sez.ANPI Basso Biellese – Gruppo di Cavaglià (BI)

 

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Per Franco, sempre

23 settembre 2019

Foto a pagina intera1 Foto a pagina intera1 F. De Marchi 1

Sempre, arrivando alla vecchia sede di via Ivrea, e poi a Villa Schneider, la vecchia panda bianca ci preannunciava che “il Franco” era già arrivato.

Sempre primo, ad aprire le porte, a portare la bandiera, a tenere aperta la sede, ad essere orgoglioso della storia del Partigianato.

Sempre pronto ad arrabbiarsi per le nostre perdite di tempo, per le discussioni sconclusionate, o perchè non sappiamo dare importanza al valore morale dell’Anpi.

Sempre vigile sulla laicità e sull’autonomia della nostra Associazione da Chiesa e da Partiti.

“La mia famiglia era numerosa, eravamo nove figli. Non avevo nemmeno quattordici anni quando ho raggiunto i miei amici ribelli. La mela che stavo addentando mi diede il nome di battaglia”

Sempre a lui ponevamo le domande su fatti di quella lotta di Liberazione, su piccoli episodi che trasformano la cronaca in Storia, o per dare un nome a figure sbiadite di Partigiani su vecchie foto.

Sempre lui ci rispondeva con i suoi ricordi, con i suoi gesti, a volte con i suoi silenzi.

“Sono scampato per miracolo alla strage dei Partigiani avvenuta a Santhià a fine aprile, dopo la firma della resa. Pochi giorni prima mi avevano spostato dal Distaccamento Freccia, che fu annientato, altrimenti sarei morto con loro”.

Sempre a lui avremmo ancora domande da fare, ora che siamo dalla parte di chi deve rispondere, e sovente non sappiamo come.

Sempre a te, Partigiano Mela, diciamo grazie.

Mai, Franco, scorderemo quanto tu sia stato un buon Compagno.

 

Biella, 21 settembre 2019