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BIELLA RIBELLE, ANTIFASCISTA, SOLIDALE

13 settembre 2018

Biella ribelle antifascista solidale

 

Il Comitato provinciale biellese dell’ANPI,

  • indignato dalle notizie circa la presenza sul territorio biellese di organizzazioni politiche neofasciste;
  • preoccupato da un clima politico spesso non rispettoso della Costituzione;
  • richiamati i valori dell’Antifascismo e della Resistenza;
  • ricordate le numerose iniziative nazionali e locali dell’ANPI volte a contrastare la recrudescenza dei fascismi,

aderisce alla manifestazione “BIELLA RIBELLE ANTIFASCISTA E SOLIDALE”,
auspicando che la manifestazione sia aperta alla più larga, plurale, democratica e non violenta partecipazione di tutti gli antifascisti e le antifasciste.

 

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DOMENICA 16 SETTEMBRE 2018 – FESTA PROVINCIALE ANPI NOVARA

10 settembre 2018

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AI PIEDI DELLA GEMEVOLA – NOVEIS, 2 SETTEMBRE 2018

2 settembre 2018

Fra un temporale e l’altro di questa fine estate, il mattino di domenica 2 settembre ci regala una pausa di cielo incredibilmente sereno, che permette di salire in Valsessera per l’annuale raduno organizzato dal Comune di Caprile e dalla Sezione ANPI locale, in memoria dei tragici fatti del 1994 in cui trovarono la morte 6 giovani Partigiani. Il ritrovo è come sempre all’Albergo ristorante Noveis, dove la banda Verdi di Coggiola accoglie l’arrivo dei partecipanti con le sue note “resistenti”. Ad arricchire la giornata è la presenza di diversi Partigiani della zona, incuranti della fatica che li aspetta per raggiungere il monumento al culmine della Gradinata della Pace e della Libertà.

Fra uno sguardo al panorama, stamani particolarmente luminoso, ed un occhio fra le felci, per scoprire qualche fungo, il corteo si muove dietro ai numerosi gonfaloni Comunali ed alla bandiere dell’ANPI.

Nella piccola radura fra le betulle che ci ospita, campeggia un cartello che recita:

 

La battaglia di Noveis

La seconda guerra mondiale segnò la fine della “stagione turistica d’oro” della piccola Svizzera del Biellese. Gli alberghi aprivano i battenti d’estate, ma le schiere di allegri frequentatori vennero chiamati ad altri più veri impegni. La guerra, quella vera, restò lontana e vi giunse solo nel 1944con l’avvento della Resistenza.

La posizione strategica dell’altopiano favorì l’insediamento di alcune formazioni partigiane, con un Distaccamento della 50.a Brigata e un reparto del Battaglione “Creola”.

Il 20 luglio 1944, nel corso di un’offensiva nazifascista, il Distaccamento venne accerchiato e i partigiani, numericamente inferiori e male armati, resistettero solo alcune ore prima di ritirarsi verso il Monte Barone, da dove riuscirono a sfuggire all’assedio.

Durante la battaglia, sette giovani partigiani vennero catturati e fucilati in questo luogo. Solo tre di loro sono stati identificati: Antonio Gobbi, Mario Silvola ed Antonino Toscano, mentre gli altri quattro sono rimasti ignoti.

 

A fare gli onori di casa, il Sindaco di Caprile, Massimo Paganini, e il Dr. Stefano Marabelli, dell’ANPI Vallesessera, con il nonno Nenello “Aramis”, che di questo Monumento, della Gradinata, e della Memoria di questo luogo è stato il fondatore, l’instancabile divulgatore e l’appassionato custode.

L’Avvocato Gianni Chiorino porta il saluto del Comitato Provinciale dell’ANPI, Associazione che si fregia del titolo di Ente morale. Lancia un monito che è un invito alla cittadinanza attiva: “E’ arrivato il momento di mobilitarci e di nobilitarci perchè ci viene inoculato il veleno che dice che il sovranismo è l’espressione della sovranità citata nell’articolo 1 della Costituzione. Stiamo attenti, perché il sovranismo è l’anticamera del nazionalismo che ha dato luogo alla Prima ed alla Seconda guerra mondiale”. A fugare dubbi sull’autonomia dell’ANPI dai Partiti dice che “ La funzione dell’ANPI, soggetto politico ma apartitico, non è quella di vincere ma quella di convincere”.

Stefano Marabelli divide il suo intervento in due parti. Quello puramente storico, in cui fra l’altro sottolinea che la tesi che i nazisti fossero i cattivi ed i fascisti i buoni che cercavano di limitare i danni sia profondamente errata, e motiva questa sua affermazione portando ad esempio la vicenda del Partigiano Remo Sala, qui catturato, che solo grazie allo scambio di prigionieri proposto da un austriaco sfuggì alla morte cui l’avevano frettolosamente condannato i fascisti italiani della RSI. Nella seconda parte del discorso spiega l’attività dell’ANPI: “Noi ogni anno cerchiamo di fare due cose: la prima è mantenere la memoria di questi eventi” e riflette sulla “differenza fra ricordo (tutto è ricordo) mentre la memoria è qualcosa che ha a che fare con lo spirito, che ci tocca dentro, che quando incontriamo questi eventi non ci imbattiamo in una semplice storia, ma in una cosa che una volta conosciuta ti cambia, ti fa essere un’altra persona”.
Il secondo campo d’azione che sottolinea è: “La seconda cosa è che, come ente morale abbiamo il grande compito di costruire il terreno su cui è possibile il confronto politico, e noi intendiamo la politica nient’altro che la realizzazione dei principi morali dell’uomo”.
Invita a dare un nome alle cose, strappando l’applauso dei presenti:” Il vento del nazionalismo che spira dall’Est è fascismo, dobbiamo dirlo, e noi siamo qui per arginare questa deriva: glielo dobbiamo a questi morti”.

L’orazione conclusiva è affidata al Dr. Giorgio Gaietta, Presidente dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese ed in Valsesia. Esordisce ricordando la vicenda dei Prigionieri di guerra che scappavano dai campi di prigionia verso la Svizzera: “Nei volti di quei soldati la nostra gente vedeva i volti dei propri figli, fratelli, mariti, mandati a combattere nei Balcani, in Russia, in Africa, di cui non avevano notizie da tempo”.
Non nasconde la preoccupazione e l’angoscia perché pare che non si abbia la percezione di quello che sta accadendo in Europa “Parole un tempo impronunciabili stanno diventando normali” e lancia l’allarme “In una società veloce una democrazia lenta finisce per essere travolta”. Pensando a cosa è successo a metà del secolo scorso crede che sia “Possibile dire no alla sopraffazione, alla violenza, all’egoismo, al cinismo, all’apatia ed alla paura. Se per uscire dalla crisi qualcuno pensa ancora che la soluzione possa trovarsi ispirandosi a modelli totalitari che sconvolsero la storia continentale vuol dire che c’è l’assoluta necessità di tenere viva la conoscenza di quanto avvenne e di riflettere sui passaggi storici fondamentali del nostro Paese perché non tornino a diffondersi i segni della malattia politica che colpì l’Europa a partire dall’Italia”.
Cita le parole di uno scritto di Nuto Revelli “Lo Stato che va a ramengo dopo l’8 settembre, insomma eravamo finiti in fondo al pozzo”.
Avviandosi al finale riflette sul significato della parola Patria:”Non si può condividere l’idea che in quell’8 settembre sia morta la patria. Invece la Patria si è data forme diverse dal ventennio precedente, si è identificata in valori come la libertà, la democrazia, la giustizia sociale, la pace, come recita la nostra Costituzione. E’ di questo che dobbiamo ringraziare razionalmente, prima che dal punto di vista emozionale, i Martiri di Noveis: questo è il grande regalo che ci hanno fatto tutti gli uomini e le donne della Resistenza, che noi siamo chiamati a difendere aggiornando questo regalo ai caratteri della società di oggi. Perché quando le crisi delle Istituzioni e dei partiti si intreccia con la recessione economica si genera un bisogno di sicurezza che può essere più forte del bisogno di libertà, aprendo spazi a culture politiche e sentimenti di chiusura se non di odio”.

Chiude la cerimonia la Santa Messa officiata da don Ezio, poi si ritorna all’Albergo per il pranzo.

La Gemevola ha messo il broncio, nuvole basse ne nascondono la vetta. E’ ora di scendere, ma non di tornare a casa: ci aspettano scuole, piazze, e una quotidiana attività di vigilanza, perché è tempo di una nuova Resistenza.

 

Luciano Guala

ANPI Vallecervo e Provinciale

 

 

 

 

 

DOMENICA 2 SETTEMBRE 2018 – MANIFESTAZIONE IN MEMORIA DEI CADUTI DI NOVEIS

30 agosto 2018

Noveis 20181

DOMENICA 26 AGOSTO 2018 – COMMEMORAZIONE DEL 74^ ANNIVERSARIO DELLA RAPPRESAGLIA NAZIFASCISTA DI RONCO BIELLESE

24 agosto 2018

 

LOCANDINA 27 AGOSTO 20181

Domenica 26 agosto 2018

La sezione ANPI Vallecervo INVITA alla commemorazione del 26 agosto a Ronco Biellese per ricordare “le case bruciate” in paese il 27 agosto 1944 ad opera dei Nazisti Tedeschi e dei loro complici Fascisti Italiani della R.S.I.

 

 

 

 

 

MARTEDI’ 14 AGOSTO 2018 – QUARONA: COMMEMORAZIONE DEL 74° ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO DEL PONTE DELLA PIETA’

12 agosto 2018

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CHIUSURA SEDE A.N.P.I. NEL MESE DI AGOSTO

6 agosto 2018

Per tutto il mese di agosto la sede del Comitato provinciale biellese dell’A.N.P.I. presso Villa Schneider rimarrà chiusa al pubblico.

Contatti: 370 3622244 / anpi.biella@libero.it

La sede riaprirà a settembre con i consueti orari: primo e terzo lunedì del mese, dalle 16 alle 18, secondo e quarto giovedì del mese, dalle 10 alle 12 

 

 

 

 

 

SOTTO QUELLA PARETE, SOTTO QUESTE ACQUE: RASSA, 4 AGOSTO 2018

4 agosto 2018

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Nota sulla cerimonia partigiana che si è svolta a Rassa il 4 agosto

Sabato 4 agosto, nell’incantevole cornice valsesiana di Rassa, si è chiuso un trittico di celebrazioni Resistenziali dal carattere prettamente montano: dopo Issime in Valle del Lys e il raduno alla Cascina lunga presso il Bocchetto Sessera, le sezioni dell’ANPI delle province di Biella, Vercelli e Valsesia si sono date questo terzo appuntamento per stare vicine alle 18 vittime ed ai familiari della strage compiuta dai nazifascisti il 12 marzo 1944.

Siamo qui, presso il muro del cimitero, fra la figura di Dolcino, che incombe con il suo presunto profilo dalla Parete su questa manciata di case, ed il rumoreggiare, appena un po’ più in basso, della Sorba, appena unitasi alla Gronda. Il pensiero che quella parete e queste acque siano le stesse di 74 anni ci sorprende e ci trasmette la sensazione che quei fatti cruenti, che a volte paiono perdersi nella leggenda, come l’epopea dolciniana, siano invece molto attuali, è come se fossero accaduti solo ieri.
E potrebbero accadere anche oggi.

Apre la celebrazione Massimo Gallotto, instancabile organizzatore per l’ANPI Vallestrona della giornata, che porta anche il saluto del Comitato Provinciale Biellese. Presenta i Sindaci di Rassa, Luca Cerruti Miclet, e la Sindaca di Valle San Nicolao, Marica Cerrone, paese che ha pagato il più alto contributo di vittime. Entrambi sottolineano i legami che hanno unito queste due piccole comunità, e la volontà di rafforzarli e di estenderli. Il Comitato Provinciale di Vercelli è rappresentato da Bruno Rastelli, suo Presidente, che riferendosi all’attualità politica di queste ore ci annuncia che la Presidente dell’Anpi Nazionale, Carla Nespolo, ha chiesto le dimissioni del Ministro leghista della Famiglia in quanto “Le sue dichiarazioni violano gravemente la Costituzione della Repubblica” per la sua richiesta di abolire la legge Mancino, a suo parere”…usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano”.

L’intervento storico, affidato ad Alessandro Orsi, Presidente dell’ANPI di Borgosesia e dirigente dell’Istituto per la storia della Resistenza nel Biellese, Vercellese ed in Valsesia, ci racconta come si svolsero quei fatti tragici, con aneddoti e testimonianze inedite raccolte nelle sue ricerche. Sottolinea con vigore come sia necessario un grande lavoro di coinvolgimento della Scuola e come siano fondamentali le visite dei ragazzi ai luoghi dove la Storia ha lasciato segni tangibili come quelli di oggi.

Una lapide interna al cimitero, che ricorda una delle vittime, Giuseppe Boneschi, ci dice che sia stato “ucciso innocentemente”. E’ veramente commovente pensare a quanto amore abbia dettato una frase simile, da quanta pietà, incurante della grammatica e della logica, sia nata. Ad essere pedanti, ci verrebbe da dire; carissimi, lui ed i suoi compagni, sono stati uccisi molto colpevolmente, per tutti valga l’esempio di Nella, giovane donna incinta massacrata in modo indegno. Ma il vostro caro è morto completamente innocente, e noi continueremo a raccontare le colpe dei loro aguzzini: la loro arroganza, la loro violenza, la loro disumanità. In sintesi, il loro fascismo. E continueremo a farlo anche riguardo ai fatti del presente, dove si è scatenata una guerra indecente contro gli ultimi della terra, contro coloro che cercano solo un posto per poter vivere. Lo faremo in questo Paese che non ha più nemmeno il coraggio di chiamare le cose col loro nome, e di fronte alle continue aggressioni di migranti ci vorrebbe rassicurare che non si tratta di razzismo. Per noi invece lo è, ed è il segno di un Paese malato. Crediamo che prendere atto delle proprie malattie sia il primo passo per trovare il modo migliore per guarire. E poi, ascoltando Brecht: Tuttavia non si dirà: i tempi erano oscuri / ma: perché i loro poeti hanno taciuto?

Luciano Guala

ANPI Vallecervo e Provinciale

SABATO 4 AGOSTO 2018 – COMMEMORAZIONE DEI CADUTI DI RASSA (VALSESIA)

1 agosto 2018

VOLANTINO RASSA 20181

 

 

 

 

 

QUEL MAZZETTO DI FIORI ROSSI – CASCINA LUNGA, 29 LUGLIO 2018

1 agosto 2018

Cronaca di una mattinata sui monti Biellesi dove è nata la Resistenza

A rispettare la tradizione che vuole bel tempo quando andiamo alla Cascina lunga, anche questa domenica 29 sul Monticchio il cielo è di quelli più limpidi, e il panorama sul Biellese farebbe morire d’invidia Google earth e simili. Si fa in fretta a montare il banchetto dei libri, sistemare il gazebo e le quaranta sedie (uno particolarmente spiritoso ci domanda se siamo diventati troppo ottimisti… ma si ricrederà). Gli striscioni a fare da anfiteatro, le bandiere (dovrei dire i labari, ma non è un nome che mi appartiene), le prove dell’amplificatore, che, come tutti gli strumenti che dovrebbero darci una mano, a casa funzionano sempre benissimo, ma una volta fuori con i loro capricci complicano la vita di noi, presentatori per caso.

Qualcuno va a deporre una Corona d’Alloro al Monumento al Margosio, dalla parte in cui la strada panoramica, superato Bielmonte, digrada su Trivero. Qui invece, poco alla volta, arrivano i partecipanti, compresi i Musicisti che accompagneranno la cerimonia. Sono le 10, l’ora del ritrovo, non siamo ancora come vorremmo, ma pochi minuti dopo la radura offre un bel colpo d’occhio. Le sedie, all’ombra del gazebo, sono tutte occupate, ed il doppio delle persone sedute occupa gli spazi tutti intorno, sotto il sole che comincia a farsi sentire. Contiamo presenze delle Sezioni ANPI Biellesi, ed anche quelle provenienti da Ivrea, Gattinara e Quarona.

Si può cominciare.

A nome della Sezione Vallecervo, che ha organizzato “la Festa” Luciano Guala saluta e ringrazia i partecipanti, e ricorda i Partigiani che da un anno fa ad oggi sono partiti per la loro ultima missione senza ritorno. Purtroppo sono tanti, per tutti si cita GianVittorio “Picchiatello” Presidente storico di questa Sezione, uno degli ideatori e poi instancabile organizzatore di questo raduno, cui per decenni ha dedicato ogni sua energia. Vengono poi ricordati il Presidente emerito dell’ANPI Provinciale, il dottor Aldo Sola, e le staffette Liliana Rossetti e Nella Zaninetti. Una breve riflessione sullo striscione che quest’anno fa da tema conduttore alla celebrazione: Una nuova Resistenza contro la Disumanità, poi la parola passa al Presidente provinciale Avvocato Gianni Chiorino, che sottolinea il grande lavoro di squadra dell’organizzazione che si è posta l’obbiettivo di allargare la propria sfera di attività con ogni Comitato con cui si possano condividere iniziative ed eventi. Nel presentare l’Oratore Mario Beiletti, Presidente dell’ANPI di Ivrea, si ricorda che proprio oggi, 29 luglio, è il triste anniversario della doppia uccisione (prima torturato e poi impiccato da morto) ad Ivrea del partigiano Biellese Ferruccio Nazionale, la cui immagine con il cartello appeso al collo “Aveva tentato con le armi di colpire la Decima (nota:Mas)” è diventata un’icona della Lotta di Liberazione. Beiletti, nel pomeriggio, ricorderà Ferruccio sulla Piazza del Comune di Ivrea, la vecchia Piazza di città cui è stato cambiato il nome, che ora quello del nostro giovane Partigiano. Beiletti sottolinea il valore della presenza dell’ANPI, che non deve essere rottamato, e l’esigenza di una sua maggiore presenza che può essere molto utile nel Paese. E che il prefisso anti che anteponiamo al fascismo non significa affatto che noi siamo sempre contro, anzi, cita i tanti valori per cui siamo porpositivi.

Prima di dare voce alla musica viene presentata una lettera scritta da un migrante alla moglie ed ai figli: solo a lettura ultimata, senza ulteriori commenti, si svela che lo scritto non è attuale e non è opera di un Migrante proveniente dall’Africa, ma è stata scritta il 18 novembre 1877 dal nostro connazionale Francesco Sartori di Magrè di Schio (Vicenza) che descrive la situazione dell’imbarco e le relative inumane vicissitudini, che non sono affatto diverse dalle attuali. Viene infine illustrato il programma delle manifestazioni che saranno organizzate nelle prossime settimane: il 4 agosto a Rassa, il 9 a Roasio, il 14 a Quarona Ponte della Pietà, il 26 a Ronco Biellese. E poi ci sarà, la prima domenica di settembre la tradizionale commemorazione con la salita all’Alpe Noveis di Caprile.

Ora possono entrare in campo (anzi, in prato) sei Musicisti del gruppo Quinta rua, che hanno recuperato (aiutati da Gustavo Buratti, che amano ringraziare) canti di lotta e di ribellione del Biellese e della zona alpina, che eseguono con una serie di strumenti antichi (ghironde, cornamusa, altri di cui non so) e di altri di loro costruzione per suoni particolari. L’emozione è forte, e cresce in chi vi racconta, quando gli spiegano di guardare bene quel mazzetto di fiori rossi che hanno messo davanti a sè. Il “vaso” in realtà è un elmetto militare, che in questo modo ha subìto una variazione d’uso, che è proprio una di quelle che vorremmo vedere e raccontare più spesso. Una di quelle per cui continuiamo a credere, nonostante tutto, che cambiare il mondo si possa ancora. Magari con un oggetto o con un’idea inutile, che si vorrebbe buttare.

A chiudere la mattinata, la Messa officiata da don Carlo Dezzuto, che, partendo dalla parabola della moltiplicazione del pane e dei pesci, si sofferma sul valore del “niente” che può cambiare il tutto (non c’era niente nella cesta, eppure quel niente ha sfamato 5.000 persone).

E’ quasi mezzogiorno, per i più amanti della convivialità non resta che aggirare il Monticchio e spostarsi sul suo lato nord, all’Alpe Montuccia (in macchina, mica siamo Partigiani che in quattro balzi sarebbero già lì) per consumare il pranzo in ottima compagnia, rallegrati ancora dai Musicisti, che, nel loro saluto, ci hanno promesso (o minacciato?) di cantare altre 600 canzoni.

Scendiamo con un solo rammarico: che su quello spiazzo dove ci troviamo non ci sia qualche albero, alla cui ombra poterci trattenere nel pomeriggio. Ma si sa, non si può mai avere tutto dalla vita, o, per dirla in altro modo, non si può mai scegliere in che modo combattere: l’importante è darsi da fare, in prima persona, con la propria intelligenza e la propria passione civile e sociale. Noi crediamo che tanti che non erano qui oggi abbiano perso un’occasione per iniziare a farlo.

 

Luciano Guala

ANPI Vallecervo e Provinciale