Archivio per ‘Locali’ categoria

2 GIUGNO 2018 – UNA REPUBBLICA ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA

20 maggio 2018

2 giugno 2018 - una Repubblica antifascista e antirazzista

 

 

 

 

“ALBA DI SANGUE E DI GLORIA” – MOSTRA FOTOGRAFICA DOCUMENTALE SULL’ECCIDIO DI MOTTALCIATA

17 maggio 2018

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Sabato 19 maggio 2018, alle ore 15:00, presso la Casa della Resistenza di Sala Biellese sarà inaugurata la mostra “ALBA DI SANGUE E DI GLORIA – Mottalciata, 17 maggio 1944”.

Realizzata dalla Casa della Resistenza di Sala Biellese in collaborazione con l’amministrazione comunale di Mottalciata – un particolare ringraziamento va al sindaco, Roberto Vanzi – con le sezioni A.N.P.I. Cossato-Vallestrona e Vallecervo, e con il patrocinio dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia, la mostra è frutto di una accurata ricerca basata su documenti d’archivio, fonti bibliografiche e testimonianze, e ricostruisce le vicende che portarono all’eccidio di Mottalciata del 17 maggio 1944, nel quale furono uccisi venti partigiani della 2a Brigata Garibaldi – tre in combattimento, diciassette per fucilazione – dai militi fascisti della legione Tagliamento.

Si trattò di uno degli episodi più sanguinosi della lotta di Liberazione nel Biellese – al pari della fucilazione di piazza Q. Sella a Biella del 4 giugno 1944, del massacro di Salussola dell’8 marzo 1945 e della strage di Santhià e Cavaglià del 29-30 aprile 1945 – che suscitò commozione e sdegno per le modalità con cui si consumò: i garibaldini furono infatti preventivamente neutralizzati con l’impiego di un narcotico mescolato al vino e non furono quindi in grado – ad eccezione di tre – di opporre resistenza.

La mostra ricostruisce anche i tratti biografici dei partigiani uccisi, nel tentativo di restituire loro quella dimensione umana che consenta di comprendere chi fossero realmente i “ribelli” e quali fossero le motivazioni alla base della loro scelta di opporsi al nazifascismo.

Alla parte documentale e fotografica si affianca l’esposizione di due preziosi cimeli messi a disposizione dalla sezione A.N.P.I. Vallecervo: gli scarponi indossati quel giorno da uno dei partigiani uccisi, il cossatese Aldo Aglietti, e la corda con cui lo stesso fu legato dopo esser stato fatto prigionero.  

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 21 ottobre 2018 con i seguenti orari:
dal 19 maggio al 30 giugno: sabato dalle 14:30 alle 17:30
dal 7 luglio al 21 ottobre: sabato dalle 15:00 alle 18:00 / domenica dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00

Info: 340 9687191 / museoresistenzasala@gmail.com

Casa della Resistenza
Via Ottavio Rivetti 5
Sala Biellese
 
 
 
 
 

“Siamo indignati per il bagno di sangue in Palestina: ONU e UE intervengano immediatamente”

15 maggio 2018

 

 

 

 

DOMENICA 20 MAGGIO 2018 – COMMEMORAZIONE DEL 74° ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO DI MOTTALCIATA

15 maggio 2018

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IL PREZZO DELLA LIBERTÀ – MARTEDI’ 15 MAGGIO ORE 21:00 – CINEMA VERDI CANDELO

15 maggio 2018

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La Casa della Resistenza di Sala Biellese ha il piacere di presentare, al Cinema Verdi di Candelo, il film “Il Prezzo della Libertà – realizzato per il Giorno della Memoria 2018 – sulla figura del professor Angelo Cova (1892-1945).
Antifascista fin dagli anni Venti, Angelo Cova fu a lungo osteggiato dal regime prima di trovare impiego come insegnante a Biella. Tra i primi a partecipare alla formazione del movimento partigiano biellese, fu arrestato nel dicembre 1943 e deportato nel campo di sterminio di Mauthausen-Gusen, da dove fece ritorno nell’estate del 1945 ormai irrimediabilmente debilitato nel fisico.
Il film ricostruisce i tratti salienti della vicenda umana di Angelo Cova attraverso i ricordi della figlia Vittoria (1935) – integrati da ricerche d’archivio – e la preziosa testimonianza di Giulio Jona (1931), a cui nel dicembre 1943 la famiglia Cova offrì ospitalità e aiuto per sottrarsi alla persecuzione nazista contro gli ebrei.

INGRESSO LIBERO

Info: 340 9687191 / museoresistenzasala@gmail.com

 

 

 

 

L’A.N.P.I. E ALCUNE QUESTIONI CONNESSE AL 25 APRILE

8 maggio 2018

Roma, 7 maggio 2018

L’ANPI e alcune questioni connesse al 25 aprile

Come ogni anno, forse questo 2018 ancora di più, il 25 aprile è stata una grande giornata di festa e di memoria attiva, un appello contro ogni fascismo, razzismo e nazismo, una richiesta corale di pace e di giustizia nel mondo. Come ogni anno l’ANPI è stata l’anima della quasi totalità di tali manifestazioni, promosse per lo più in collaborazione con ciascun Comune e con altre associazioni e organizzazioni. È perciò giusto ribadire a tutti i Sindaci ed alle altre autorità preposte la richiesta di rispettare ed onorare il 25 aprile come Festa nazionale della Repubblica.

Ma anche quest’anno, come già avvenuto in qualche circostanza passata, vi sono stati limitati tentativi di esclusioni, autoesclusioni o autoallontanamenti che si potevano e si possono evitare costruendo un clima di dialogo e di confronto da parte di questa o quella comunità.

Colpisce vedere come l’attenzione dei media si sia concentrata prevalentemente su tali episodi, invece che sul carattere popolare, nazionale e unitario della quasi totalità delle manifestazioni.

La questione più dolorosa riguarda alcune comunità ebraiche che, difformemente da tutte le altre, hanno disertato l’iniziativa promossa dall’ANPI in base a due presupposti: il primo è la presunta illegittimità della presenza di qualsiasi segno della questione palestinese nel contesto della manifestazione; il secondo è la richiesta perentoria, meglio, l’imposizione di un obbligo che l’ANPI avrebbe, e cioè quello di impedire nelle manifestazioni qualsiasi riferimento, diretto o indiretto, alla questione palestinese.

Ci paiono richieste che non solo contrastano con i principi di tolleranza e di disponibilità che dovrebbero caratterizzare tali manifestazioni, ma che attribuiscono all’ANPI un “dovere” peraltro inammissibile costituzionalmente, ove all’art. 21 si dispone che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Per la manifestazione di Roma, l’ANPI ha deciso di essere rappresentata in corteo solo dalle bandiere della Resistenza italiana ed europea. Ma tale proposta non poteva né può essere ritenuta un impedimento alla libertà di espressione di chiunque volesse partecipare all’iniziativa.

L’ANPI dai tempi della sua nascita, com’era ovvio e doveroso, ha fatto propria la causa del contrasto irriducibile ad ogni discriminazione, come peraltro enunciato dalla Costituzione, ove si afferma che tutti i cittadini “hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

L’ANPI in ogni modo ed in ogni forma, come parte integrante ed ineliminabile della formazione antifascista e democratica, ha contribuito a informare sul dramma della Shoah, approfondendo, scavando, rivelando, promuovendo incontri e convegni, disponendo centinaia di articoli sulla sua stampa, a sostegno di una parte sola: la parte degli ebrei sterminati con la Shoah e dei sopravvissuti. Questo – sia chiaro – era, è e sarà un preciso e intramontabile dovere dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Per questo l’ANPI condanna senza appello le parole di Abu Mazen che attribuiscono proprio agli ebrei delle responsabilità sulle ragioni del loro sterminio: parole gravi, inaccettabili e irricevibili.

L’ANPI, pur non confondendo mai due questioni collegate ma distinte, e cioè la Shoah e lo Stato d’Israele, ha sempre affermato la legittimità di tale Stato ed il diritto alla pace ed alla sicurezza dei suoi cittadini, sostenendo peraltro anche il diritto del popolo palestinese a un proprio Stato, ma l’ANPI ha criticato, giudicando sempre i fatti e mai i governi come tali, le scelte del governo di Israele quando queste apparivano in contrasto con i principi ispiratori della pace, della libertà, della convivenza fra i popoli e dei diritti umani.

Di conseguenza l’ANPI ritiene legittimo e doveroso criticare – come peraltro ha fatto gran parte della comunità mondiale ed anche parte dell’opinione pubblica israeliana – ciò che è ripetutamente avvenuto al valico di Karni dove, com’è noto, sono stati uccisi decine di palestinesi e feriti migliaia di palestinesi, quanto meno per uso sproporzionato della forza. Tutto ciò non ha nulla a che vedere né con la Shoah né con l’antisemitismo; si tratta di due categorie che nella loro tragica unicità non possono e non devono essere utilizzate come un’accusa infamante contro chiunque critichi qualsiasi azione militare o civile da parte del governo israeliano nei territori della West Bank.

In occasione del 25 aprile, sia pure in modo sporadico, è emerso contro l’ANPI in qualche comunità e in qualche personalità del mondo ebraico italiano un’ostilità stupefacente che crea amarezza e tensioni. Sovente l’elemento scatenante di tali polemiche è stata la contestazione – o l’ipotesi della contestazione – alla presenza della Brigata Ebraica e della sua bandiera nei cortei. La Brigata Ebraica è stata a tutti gli effetti parte degli eserciti alleati che hanno contribuito a liberare l’Italia dal nazifascismo. Abbiamo detto, diciamo e diremo che ogni contestazione e a maggior ragione ogni violenza contro la Brigata Ebraica va condannata fermamente. Aggiungiamo, anche se è ovvio, che più in generale va condannata fermamente ogni violenza di qualsiasi genere sia nel corso della manifestazioni del 25 aprile, sia in qualsiasi altra manifestazione.

L’ANPI nei limiti delle sue forze, ma nel rigore dei suoi principi, farà il possibile perché tutte le comunità possano incontrarsi e dialogare sapendo che le politiche di muri e di frontiere portano alla lunga solo odi e rancori, ed in ultima analisi nuovi disastri.

Il 25 aprile di quest’anno è stato caratterizzato ovunque da parole d’ordine di pace e di antifascismo, cogliendo così i temi oggi essenziali della battaglia per la democrazia: il contrasto allo scenario di tensioni internazionali e di guerre che si va purtroppo estendendo e la lotta contro formazioni di tipo neofascista, neonazista e razzista che da tempo in Italia e in Europa hanno pericolosamente rialzato la testa. L’ANPI ribadisce che solo un grande movimento unitario, come quello che si è manifestato in occasione del 25 aprile di quest’anno, potrà efficacemente lottare per la pace nel mondo e vincere la sfida contro i neofascisti.

PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALI ANPI

DOMENICA 13 MAGGIO 2018 – COMMEMORAZIONE DEL 74° ANNIVERSARIO DELLO SCONTRO A FUOCO DI SANTA MARIA DI CURINO (8 MAGGIO 1944)

7 maggio 2018

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VENERDI’ 27 APRILE 2018 – LA LUNGA RESISTENZA 1936-1945

20 aprile 2018

Lunga Resistenza

LA LUNGA RESISTENZA 1936-1945
Gli antifascisti italiani dalla guerra di Spagna alla Resistenza

Presentazione del web documentario e concerto del trio La Desbandá

Venerdì 27 Aprile 2018, ore 20.30
Sede ANPI – Villa Schneider
Biella – P.zza A. Lamarmora, 6

Saluti Gianni Chiorino (Presidente ANPI Biellese)
Introduce Andrea Stroscio (Direttivo ANPI Biellese)
Presentazione Italo Poma (Presidente AICVAS) e Luciano D’Onofrio (Regista)
Proiezione di una selezione di momenti salienti tratti dai 220 minuti di filmati e interviste che compongono il documentario.
Concerto del trio La Desbandá.

La Guerra Civile spagnola fu un esempio di guerra totale. Per la prima volta ci furono bombardamenti su obiettivi civili. In primis, il massacro della strada che da Málaga porta ad Almería, dove morirono circa 5.000 civili, bambini, anziani e donne in fuga, evento noto come La Desbandá. Un vero e proprio scenario di prova di quella che sarebbe stata, purtroppo, la Seconda Guerra Mondiale. La Guerra Civile spagnola fu caratterizzata anche dall’intervento di migliaia di volontari, provenienti da 52 paesi dei 5 continenti. Erano le Brigate Internazionali. Per la prima volta volontari arrivati da tutto il mondo si arruolavano per lottare per la libertà e la democrazia, in una Europa minacciata dal fascismo. Dal 1936 al 1939 furono quasi 50.000 gli antifascisti accorsi da tutto il mondo per difendere la Repubblica Spagnola aggredita dal nazifascismo. Tra questi 5.000 italiani che, sconfitti in Spagna, continuarono la loro battaglia nella Resistenza fino alla Liberazione. La loro storia è ora raccontata in un webdocumentario che, oltre ad utilizzare interviste a storici ed esperti, ha consentito di pubblicare e valorizzare foto e testimonianze inedite dell’archivio dell’AICVAS. Il webdoc, dal titolo La lunga Resistenza, è prodotto dall’Aicvas e realizzato dalla cooperativa Cinefonie di Torino con il contributo della Presidenza del Consiglio nell’ambito dei progetti per il 70esimo della Resistenza. La fruizione di questa importante opera è totalmente gratuita. Il docu-web è visibile interamente on line (www.lalungaresistenza.it).

L’AICVAS (Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna), riafferma e promuove gli ideali che sostennero i combattenti di ogni fede e provenienza, nella lotta per la libertà della Repubblica di Spagna e di tutti i popoli da ogni forma di tirannide ed ingiustizia sociale, per la dignità ed il progresso umano e la pace, promuovendo opportune iniziative anche in collaborazione con associazioni od enti di altri paesi che operino in parallelo all’AICVAS e principalmente con associazioni di combattenti della Resistenza, di deportati dal nazifascismo, di perseguitati per motivi politici, razziali o religiosi e delle vittime di ogni altra forma oppressiva ed antidemocratica ovunque nel mondo. E, in primo luogo, in collaborazione con l’A.N.P.I., onde insegnare alla presente ed alle future generazioni, anche sulla linea della nostra Carta Costituzionale, l’amore per la democrazia, il progresso e la giustizia sociale, sull’esempio di tutti quelli che si sono battuti in ogni tempo per la Libertà.

Info: Comitato Provinciale Biellese ANPI Tel. 3703622244

 

 

 

 

 

PATRIA INDIPENDENTE

17 aprile 2018

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È online il nuovo numero di Patria Indipendente.

Con un’intervista all’ambasciatore Enrico Calamai, chiamato durante la dittatura militare argentina lo “Schindler di Buenos Aires”, sulla tragedia dei migranti.
Albertina Soliani (Casa Cervi) ribadisce l’importanza dell’appello “Mai più fascismi, mai più razzismi”.
Il 25 Aprile è alle porte e sarà una festa unitaria.
Stragi: parla Ilaria Moroni, direttrice dell’Archivio Flamigni e coordinatrice della “Rete degli archivi per non dimenticare”.
E infine l’atteso aggiornamento della Galassia Nera, oltre 4600 pagine Facebook compongono la presenza dell’estremismo di destra e del neofascismo su questa piattaforma.

 

PATRIA INDIPENDENTE, Anno III N. 46

 

 

 

 

 

“L’ATTACCO ALLA SIRIA VIOLA LA LEGALITA’ INTERNAZIONALE. IL GOVERNO ITALIANO LO CONDANNI”

14 aprile 2018

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo

Chiediamo al Governo italiano di condannare l’attacco di stanotte di Stati Uniti, Inghilterra e Francia ai siti siriani. Si tratta di una ennesima e deliberata violazione della legalità internazionale. Per di più allarmano le minacce di ulteriori azioni militari. L’attacco di stanotte viola la sovranità di uno Stato, allontana la soluzione della guerra civile siriana, aumenta i pericoli per la pace nel mondo, destabilizza i rapporti internazionali, delegittima l’ONU, incoraggia il terrorismo e divide l’UE. È ora che in Italia e in Europa torni a farsi sentire un grande movimento popolare per la pace.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

14 aprile 2018

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